lunedì 25 febbraio 2013

Happymais e dai libero sfogo alla fantasia del bambino

Con HappyMais di Ecotoys dai libero sfogo alla fantasia del bambino. Cos'è Ecotoys e su cosa si basa , o per meglio dire, come nasce Ecotoys? Come viene creato HappyMais.
Ecotoys è un 'azienda italiana che diffonde il concetto di giocattolo ecologico, produttrice in questo settore dal 2004. Ecotoys è un ditta del comasco e promuove politiche ambientale che prevedono la difesa del territorio. Offre un' offerta di giocattoli in legno, stoffa ed è l'ideatrice dei mattoncini in amido di mais HappyMais.Creati con coloranti atossici. Ecco la fotografia del materiale appena ricevuto.





Nei  giorni seguenti, posterò le nostre creazioni con Happymais.
 Certo con HappyMais il bambino ha la possibilità di dare libero sfogo alla fantasia. Per poter creare ciò che gli torna meglio: un animale, un fiore, un cerchio, una stella, un treno. Quello che la fantasia gli suggerisce.  Basta poco, una spugnetta umida: bagnate il mattoncino e come per magia si attacca! Non c'è bisogno di colla, basta usare le mani. Si possono usare anche su superfici come carta e vetro.
Altro uso: è possibile sciogliere i mattoncini nell'acqua per creare un effetto acquarello e invece usati come "tampone", si ottiene un effetto "spugnato"sul nostro foglio bianco.





La ditta naturalmente produce diverse confezioni:


- quella come la nostra con tantissimi e svariati colori.
- le confezioni Ecovalenti: che permettono di costruire farfalle, aerei, comprensive di zavorre, adesivi e istruzioni per costruirli.
- La novità di quest'anno è la casetta di cartone da decorare, dotata di mura e tetto bianco, per dare libero sfogo alla creatività del bambino.
- Fiori e gioielli.
- Mostri e insetti.
-Animali di campagna.
-La vecchia fattoria.


Veramente moltissima scelta,che troverete sul sito www.ecotoys.it  dove avete la possibilità di valutare di persona tutte queste cose meravigliose.
Ecotoys nel 2005 ha vinto "Il Premio Impresa Ambiente", si tratta di un riconoscimento dato all'azienda per aver contribuito a sostenere l'ambiente e molto importante è un prodotto certificato "Giocattoli Sicuri"  marchio dell'Istituto Italiano Sicurezza Giocattoli.
Sodisfatta di poter provare questo materiale vi lascio l'invito a visitare il sito e nei prossimi giorni dedicherò un post alle nostre personalissime creazioni.
Che ne dite? Vi piacciono? Li avete mai usati?
Happymais e dai libero sfogo alla fantasia del bambino Recensita da UBERTI DEBORA il 25 febbraio . Happymais e dai libero sfogo alla fantasia del bambino Happymais per il bambino Voto: 4,5

domenica 24 febbraio 2013

Quando si può inserire il formaggio nello svezzamento del bambino

Quando si può inserire il formaggio nello svezzamento del bambino. Durante lo  svezzamento bisogna introdurre gli alimenti uno alla volta. E anche con  il formaggio, bisogna usare il solito procedimento.
Il formaggio è un alimento importante per il bambino, perchè è ricco di calcio. Il formaggio contiene proteine e batteri utili per l'intestino , ma è anche ricco di grassi e sale. Per questo, deve essere dato con moderazione. Il calcio, oltre ad essere importante per le ossa, ha altre funzioni importanti, per l' organismo del bambino.Protegge i muscoli e favorisce la coagulazione del sangue.  Il formaggio stagionato, sono più ricchi di calcio, rispetto a quelli freschi.


Il  formaggio fresco, come ad esempio la ricotta, e lo stracchino hanno un alto contenuto di batteri benefici, per cui utili per l'equilibrio della flora intestinale. E ' importante dare al bambino, soprattutto prima del primo anno, per rafforzare la flora intestinale.  Per accertare l'allergia del bambino  durante lo svezzamento ,verso un determinato alimento, come per tutti i nuovi alimenti, va inserito facendo assaggiare al bambino un cucchiaino di cibo. Bisogna assicurarsi che il formaggio, sia prodotto con latte pastorizzato, vale a dire, sottoposto a un trattamento, che prevede un'elevata temperatura per un breve periodo di tempo. Con questo procedimento, viene garantito l'uccisione dei batteri nocivi.


In bese all'età, questa è una tabella generale di come si può introdurre il formaggio nello svezzamento del bambino:

- 6 mesi: Puoi aggiungere un cucchiaino di formaggio di tipo grana, alla sua pappa anche tutti i giorni. Stagionato, è ricco di calcio, proteine e grassi.


- 7 mesi: Puoi aumentare la quantità di formaggio nel suo svezzamento. Da un cucchiaino ad un cucchiaio. Puoi variare e integrarlo con i formaggini per l'infanzia, che hanno un ridotto contenuto di grassi.
Si inizia con un cucchiaio nella pappa, poi con mezzo vasetto e come ultimo con un vasetto 2-3 volte a settimana.Alternandolo all'omogeneizzato di carne o pesce.

- 8 mesi: D'ora in poi, si può dare formaggio fresco come: crescenza e ricotta. La ricotta è un alimento molto leggero, perchè non contiene la caseina.

- 1 anno: A questo punto, puoi offrire al bambino, oltre ai vari formaggi detti sopra, anche la mozzarella di mucca o bufala.






 
Quando si può inserire il formaggio nello svezzamento del bambino Recensita da UBERTI DEBORA il 24 febbraio . Svezzamento inserimento formaggio Quando inserire il formaggio nello svezzamento Voto: 4,5

venerdì 22 febbraio 2013

Quando vanno tolte le tonsille







Quando vanno tolte le tonsille?
Le tonsille, assieme alle adenoidi, fanno parte del sistema immunitario( di difesa naturale) di naso e gola. Principalmente le tonsille e le adenoidi, fanno da "filtro" verso virus e batteri. Che entrano nell'organismo da naso e bocca.

Cosa sono le tonsille?

Le tonsille, sono due piccoli organi a forma di mandorla, composti da tessuto linfatico. Nei neonati hanno dimensioni molto piccole, ma aumentano il loro volume fino ai 5-6 anni. Appositamente per rafforzare questa barriera di difesa. Che in questi  anni è molto intensa. Intorno ai 9-10 anni, incominciano a rimpicciolirsi, come succede per gli altri organi linfatici.Le tonsille funzionano da anticorpi specifici, in presenza di germi e batteri, ne bloccano il proliferarsi.
Durante il processo di difesa, le tonsille si ingrossano temporaneamente, terminata la loro funzione, tornano alla loro dimensione normale.

Vi sono due tipi di tonsilliti:

- Batterica: Rispetto all'infezione virale, la batterica si riconosce per la presenza di febbre, macchie bianche sulle tonsille ingrossate e aumento del volume delle ghiandole del collo.
Come si cura?

La tonsillite batterica prevede l' uso di antibiotici, la cura dipende da quale batterio è presente nella gola. Il più forte è lo Streptococco di gruppo A . Per verificare quale batterio è presente nella gola il pediatra prescrive il tampone faringeo. E' un prelievo che viene fatto in gola con un apposito bastoncino.


- Virale:  E' la forma più comune e consiste nella proliferazione di un virus . Si manifesta con febbre, tonsille arrossate e ingrossate, mal di gola e difficoltà ad ingoiare. Dopo all'incirca due giorni, i disturbi si attenuano e lasciano tosse e raffreddore.
Come si cura?

Siccome è un' infezione virale, non vi è una cura. Si può usare la tachipirina (paracetamolo) per abbassare la febbre.



Per alleviare il mal di gola :

- Nell'alimentazione scegliere alimenti pastosi e liqudi, che non irritano le mucose; mangiare gelato e ghiaccioli. Il freddo in queste situazioni è un antidolorifico.
- Cercare di mantenere umido l'ambiente dove si trova il bambino, utilizzando umidificatori oppure vaschette da mettere sui termosifoni.


Quando serve l'intervento chirurgico per asportare le tonsille?
L'operazione di asporto delle tonsille si chiama" tonsillectomia" . E' molto meno frequente degli anni scorsi, visto che ,sono considerate una funzione di difesa per l'organismo.
L'intervento è raccomandato a bambini che hanno tonsilliti ricorrenti. Dove gli episodi si ripetono 5 o 6 volte in un anno.

Come avviene l'operazione di asporto delle tonsille?
L'operazione più comune, viene chiamata dissezione a freddo,  con anestesia totale. Questo secondo i medici, comporta un minor rischio di emoraggia dopo l'operazione.
L'intervento si può svolgere in one-day surgery, vale a dire un giorno di ricovero, più uno di pernottamento.
Dopo una settimana dall'intervento c'è la visita di controllo.


Le mie bimbe non hanno nessuna delle due problemi di tonsille. In verità Giada, ha due tonsille grossissime, ma dagli esami effettuati, fortunatamente sembrerebbe che , sono sane. Vedremo il da farsi. Anche perchè finora, a parte le grosse dimensioni, non gli hanno mai dato più di tanti problemi di tonsilliti. Incrocio le dita e accio tutti i vari scongiuri.
Invece ricordo benissimo quando le hanno tolte a me. Avevo 8 anni e anche se ero grandicella, mi è rimasto molto impresso questo ricordo. Soprattutto ricordo di essere entrata nella sala operatoria, che era completamente verde. L'infermiera siccome vedeva che chiudevo e aprivo gli occhi, mi chiese"Hai paura di non addormentarti?" io naturalmente risposi di no. (Bugiaaaaa) Mi hanno messo la farfallina nel braccio e dopo questo , mi sono risvegliata in camera.

E voi , i vostri bambini hanno avuto o hanno problemmi di tonsilliti ricorrenti?



 
Tonsille: quando vanno tolte? Recensita da UBERTI DEBORA il 22 febbraio . Tonsille Quando si devono togliere le tonsille Voto: 4,5

giovedì 21 febbraio 2013

Come ricordare la spesa? Con Staedtler è più facile


La filiale italiana di STAEDTLER Mars GmbH & Co. KG, Germania, nasce a Milano il 2 gennaio 1967 e da sempre si contraddistingue per la sua continua crescita esponenziale. Ho avuto il privilegio di poter ricevere del materiale, che ho trovato ottimo. Non solo per la qualità, ma anche per l'utilità. Noi mamme siamo sempre di corsa, stiamo facendo una cosa e già pensiamo alla successiva. O è solo così per me?
E' sicuramente di grande aiuto avere a portata di mano questa lavagnetta "Lumacolor Memo" dotata di penna e un ' ulteriore penna Correctable con apposito cancellino. 


 Si possono attaccare dove lo troviamo più utile. Per me sono utilissime in cucina. Per cui ,gli ho trovato il posto: attaccate al frigorifero. 










Certo, almeno non dimentico gli acquisti da fare relativi alla spesa. Visto che, ultimamente quando ho da ricordare qualcosa, o non trovo la penna o non trovo il foglio. Con la lavagnetta Lumocolor nemo di staedtler , basta annotare quello che manca che subito lo abbiamo sott'occhio. La penna ha anche un cancellino, che ci permette di correggere eventuali errori. Per cui visitate il sito   www.staedtler.it e troverete questa lavagnetta e penna, per far sì che, fare la spesa diventi più facile, avendo la possibilità di annotare subito quello che ci manca.

mercoledì 20 febbraio 2013

Quando inserire la carne nello svezzamento del bambino

Quando inserire  la carne nello svezzamento del bambino?
Nello svezzamento come e quando inserire la carne?
Quanto è importante per il proprio fabbisogno del bambino?

Queste sono alcune delle molte domande, che  ci poniamo di fronte all'inserimento di un nuovo alimento.
Lo svezzamento è incominciato e sicuramente abbiamo le disposizioni  del  pediatra,  che ci spiega come deve avvenire l'inserimento della carne nella sua alimentazione.
Ma è bene sapere, che già dal quinto - sesto mese, le riserve di ferro trasmesse al bambino in gravidanza e durante le poppate con il latte materno, vengono a mancare.


Durante lo svezzamento, la carne è molto importante, visto che, l'organismo del bambino ha un alto fabbisogno di proteine. La carne sia rossa che bianca ha un'alto contenuto di ferro, importante per la formazione dei globuli rossi. Il bambino sta crescendo ,e ha un fabbisogno di ferro maggiore  rispetto ad un adulto. La carne è ricca di vitamina B 12 , comntiene anche la vitamina B6 e B1.
Per introdurre la carne nello svezzamento  del bambino, bisogna incominciare con la carne bianca.

Il calendario per introdurre la carne nello svezzamento del bambino è:

5-6MESI:
Si incomincia ad inserirla nell'alimentazione. Variando ogni 2 o 3 giorni l'insrimento di un nuovo tipo di carne.

8 MESI:

Si può offrire il prosciutto cotto a pezzettini, senza grassi e senza conservanti(polifosfati).

12 MESI:

Dopo l'anno si può dare anche la carne di maiale, assieme alle verdure. Si può cuocere bollita, al vapore o al forno.Al vapore la carne, mantiene le sue proprietà nutrizionali.

Questo è a grandi linee come inserire la carne nello svezzamento del bambino, poi naturalmente val la pena seguire le indicazioni del pediatra che ci segue.



martedì 19 febbraio 2013

Imparare giocando con Sassi junior

Imparare giocando, credo che sia molto utile e nel contempo bellissimo. Soprattutto per i bambini. E' possibile imparare giocando con i libro- giochi ecologici di Sassi Junior.
Il prodotto di cui vi parlo, fa parte della "collana" Eco-cubotti e libretto.
Come potete vedere dalla fotografia, ha diverse modalità di gioco.
Mettendo uno sull'altro i cubi, in ordine di grandezza, si raggiunge un'alta torre di un metro. Per cui questo per un bambino è molto bello.

Ogni lato del quadrato fa trovare al bambino una cosa diversa:



- i numeri da 1 a 10 illustrati con animaletti, in modo che dà la possibilità al bambino di contare le figure. Per arrivare a capire che si riferisce al numero riportato sopra;
-  figure di diversi animali con il nome scritto in stampatello sotto;
- il bambino impara le forme;
- impara i colori;
- l'alfabeto;

Inoltre allegato un piccolo libricino da leggere assieme al nostro bambino.
Trovo che sia veramente molto bello. E vedo che Giada e Elena lo trovano divertente. Passano molto tempo giocando girando e rigirando i cubi e nominano non i numeri per ora, ma le figure, quelle che conoscono. I colori, le forme e gli animali.
Le diverte molto anche formare la torre, naturalmente facendo finta di niente si divertono a farla cadere. Oppure trovano divertente mettere le scatoline una all'interno dell'altra, proprio come una matrioska.
Per questo vi invito a visitare il sito  http://www.sassijunior.com/Sassi_Junior_ITA.html

Trovate tanti bellissimi libri per i bambini. Ricordandovi che la Sassi Junior usa libri-gioco ecologici.





domenica 17 febbraio 2013

Cellule staminali del cordone ombelicale, conservazione e donazione a confronto


All'interno del sangue cordonale è presente una popolazione di cellule, dette staminali da cordone ombelicale, che grazie sia a continui progressi della ricerca, sia grazie a risultati clinici già ottenuti, si sta confermando sempre più di grande importanza per il trattamento di numerose patologie. Il sangue cordonale (e le staminali in esso contenute) può essere conservato e le strade possibili sono due: la donazione del cordone ombelicale in strutture pubbliche oppure la sua conservazione in biobanche private. Entrambe le vie sono meritevoli, ma il servizio offerto presenta alcune sostanziali differenze, che è necessario conoscere per fare la scelta migliore per le proprie esigenze.
Il servizio pubblico prevede la conservazione delle cellule staminali prelevate dai cordoni in apposite strutture presenti sul territorio nazionale. I campioni donati vengono catalogati e inseriti in una banca dati e diventano di proprietà pubblica, pronti per essere utilizzati in casi di trapianti allogenici, ovvero verso un donatore esterno con cui viene riscontrata compatibilità. Fanno eccezione le coppie in attesa di un bambino a rischio di contrarre patologie geneticamente determinate, per i quali è possibile usufruire di un particolare servizio che prevede la conservazione ad uso dedicato [1].
Tuttavia, a fronte di un numero di donazioni pari a 22.166 unità nel 2011, solamente 3.142 campioni sono stati conservati [2]. Un dato allarmante, che di fatto dimostra i limiti dell'attuale sistema Italiano di bancaggio pubblico.
Scegliere di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale del proprio figlio in una struttura privata dà ai genitori la piena proprietà del campione che è immediatamente disponibile in caso di bisogno ai fini sia di un trapianto autologo, quando vengono infuse nel paziente le sue stesse staminali, sia di un trapianto allogenico intra-famigliare, ovvero quando il paziente riceve cellule donategli da un famigliare. Diversi bambini trattati con le cellule conservate privatamente hanno riportato risultati clinici positivi. Molti sono i casi di trapianti intra-familiari, come per esempio quello di Jan, un ragazzino colpito da anemia aplastica le cui condizioni sono migliorate dopo il trapianto delle cellule cordonali del fratello minore [3]. Anche i trapianti autologhi, come quello che ha ricevuto una bimba affetta da leucemia linfoblastica acuta, hanno dimostrato la loro possibile efficacia [4]. Oggi, trascorsi sei anni dal trapianto, la piccola trascorre un’infanzia serena e del tutto simile a quella dei suoi coetanei.
Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com
Note:
1. Decreto Ministeriale 18 novembre 2009.
2. Dati riportati all’interno del report 2011 del CNS. 3. Leggi l’articolo completo sul caso di Jan.
4.
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