martedì 15 ottobre 2013

Deficit di attenzione nel bambino

Oggi voglio parlarvi i un argomento che trovo interessante: cos'è il disturbo  da deficit di attenzione nel bambino.
Il disturbo da deficit di attenzione o iperattività,  che corrisponde alla sigla A.D.H.D (Attention Deficit and Hiperactivity  Disorders) nel bambino si manifesta con difficoltà nella concentrazione, il bambino è iperattivo e impulsivo. Tutti i bambini sono vivaci ma il disturbo dell'iperattività, li rende instancabili. Il bambino con deficit di attenzione ha strani comportamenti anche a scuola, dove non riesce a rimanere fermo, a stare seduto, si muove dondola, mostrando appunto la sua iperattività.
Il deficit di attenzione non è un disturbo che riguarda la fase di crescita del bambino e non è  la conseguenza di  un' educazione sbagliata da parte dei genitori che lo seguono.
I sintomi più comuni nel bambino con deficit di attenzione sono:
  • non porta a termine attività che richiede attenzione
  • non ascolta ciò che gli viene detto
  • si distrae facilmente
  • parla sempre, spesso senza aspettare che si finisca la domanda
  • non aspettano il proprio turno in coda

Cosa fare se un bambino con deficit di attenzione?

Il deficit d'attenzione, non è una malattia, e non c'è bisogno di nessun trattamento farmacologico ma solo di strategie educative per insegnare al bambino come comportarsi

Anche oggi mi trovo soddisfatta, un nuovo argomento che spero avete letto volentieri.

 

lunedì 14 ottobre 2013

Trattamento per i pidocchi

Oggi voglio parlarvi di un argomento che vi trovate ad affrontare se i vostri bambini frequentano asilo e scuola. Vale a dire del trattamento per i pidocchi.  Una bella mattina arriviamo ad accompagnare il bambino e troviamo il fatidico cartello che ci informa della presenza di pidocchi, di controllare con cura il bambino. Le infestazioni di pidocchi, sono diffuse ogni anno, perché naturalmente giocando i bambini vengono a contatto con le teste di altri bambini. Dunque, vi consiglio due prodotti che vi possono tornare utili.
Un prodotto di prevenzione, nel caso il bambino non ha i pidocchi e un' altro per la presenza di pidocchi.
Questi prodotti fanno parte della linea Hairmed .


 
 
Hairmed XP come vedete riportato sulla confezione, è una protezione quotidiana per la prevenzione dei pidocchi. La sua formulazione a base di oli essenziali di Timo, Rosmarino, Anice, Tea Tree, Ylang-ylang crea un ambiente sfavorevole all' insediamento dei pidocchi.


Invece, questa pratica confezione, come potete vedere è dotata anche di apposito pettinino. Al suo interno, potete trovare Hairmed X1 che è un fluido attivo spray, che dovete usare in presenza di pidocchi. Invece Hairmed X2 è uno shampoo da usare sia dopo aver applicato Hairmed X1, ma potete anche usarlo per un' azione di prevenzione per i pidocchi.
Questi prodotti, non contengono parabeni.
 
Come dovete usare questi prodotti?
 
 A capelli asciutti, con l'apposito pettinino controllate ciocca per ciocca i capelli, dalle radici per tutta la lunghezza, facendo particolare attenzione nella zona dietro alle orecchie e sulla nuca. Se notate la presenza di lendini o pidocchi, iniziate subito il trattamento con Pidox . Ricordate di pulire il pettinino con acqua tiepida e insaponata , così evitate un' eventuale reinfestazione.
 
Queste sono le istruzioni di uso:
 
PIDOX X1 è uno spray da spruzzare sui capelli asciutti da una distanza di 10-15 cm, iniziando dal cuoio capelluto e proseguendo dalla radice sui capelli e in tutta la lunghezza. Lasciatelo agire per circa 20 minuti, fino a quando sarà asciugato.
 
PIDOX X2 è uno shampoo che svolge un' azione repellente verso i pidocchi rispettando la cura del cuoio capelluto. Potete utilizzarlo sia in presenza di pidocchi dopo aver usato PIDOX 1 che in fase preventiva .
 
PIDOX  XP Protezione quotidiana contro i pidocchi.
 
 
Ma intanto vi ricordo alcune informazioni sui pidocchi:
 
- Come si diffondono i pidocchi?
I pidocchi si trasmettono per contatto da una testa all'altra. Per questo sono così diffusi nei bambini di scuole e asili.
 
- Come si manifestano e come si riconoscono i pidocchi?
Il primo segnale di presenza di pidocchi avviene con prurito in testa.  il pidocchio, potete riconoscerlo.
- Come non confondere le uova di pidocchi con la forfora?
Le uova di pidocchio rimangono attaccate al capello, mentre invece la forfora, si stacca.
 
 
Il trattamento del quale vi ho appena parlato va ripetuto in caso di infestazione di pidocchi 2 volte nell'arco di una settimana.
 
Se siete interessate trovate i prodotti qui
 
 
 
 
 

 

Compleanno per le gemelle

Ebbene sì, oggi per noi è un giorno molto speciale, Giada e Elena le protagoniste del mio sito compiono ben 5 anni. Oggi è il compleanno delle mie gemelle.  La loro nascita e la particolarità di essere due gemelle e di poter vivere questa esperienza di mamma bis, mi ha portato ad aprire un anno e mezzo fa questo blog. Raccontando le mie esperienza ed allargandolo poi, ad argomenti riguardanti la mamma e il bambino, che mi sarebbe sempre piaciuto trovare in un unico sito, senza dover saltare da uno all'altro.
Ma tornando alle festeggiate : AUGURI BIMBE.









Il tempo vola, sono già 5 anni. E con la mente ritorno indietro a quando erano appena nate così piccole e indifese. Beh sicuramente non è stato facile, immaginate tutto quello che fate per un bambino, moltiplicato per due. Finito la pappa, il cambio e la nanna con una bambina, ecco che si ricomincia con l' altra. Una vera catena di montaggio e ringrazio tutti i parenti e amici che mi sono stati vicini. Ricordo di aver passato il primo anno a casa, per quanto riguarda uscire la sera, perché siccome dormivano e mangiavano assieme, non ci siamo mai sognati di rompere questo equilibrio che si era venuto a creare. Per non parlare appunto delle uscite, nelle quali non avevo con me una semplice borsa per l'occorrente, ma una vera e propria valigia. Biberon, sterilizzatore, ciucci, tutine, bavaglioli, calzini delle vere e proprie stese che non finivano più. Ma quanto amore e quanta dolcezza in quegli occhietti e in quelle manine. Proprio l'altro giorno, mi hanno chiesto di rivedere nella telecamera i video, che in questi anni, ma soprattutto quando erano piccole, facevo. Quanti ricordi, quanti momenti piacevoli e bellissimi da rivedere e da condividere assieme a loro. Quante domande e vi lascio immaginare i loro commenti. Tanti auguri piccole oggi è la vostra festa.
 

mercoledì 9 ottobre 2013

Gumigem per dare sollievo alla dentizione del bambino

Gumigem per  dare sollievo alla dentizione del bambino.
Quante volte vi siete trovate disperate perché il vostro bambino sta mettendo i denti, ciuccia tutto e in qualche modo dovete trovare un modo per dare sollievo alle sue gengive?

 Victoria, mamma britannica, ha avuto una bellissima idea creando il marchio Gumigem per dare sollievo alla dentizione del bambino.

 
 
L'idea è nata proprio da sua figlia, lei ha due bambini: uno di 3 anni e mezzo e una di 18 mesi. Racconta che ha sempre sofferto la crescita dei dentini e che ancora ora ne soffre. Questi prodotti sono bracciali, collane di varie forme e colori che possono essere messi in bocca dai bambini. Per cui per noi mamme è possibile avere una collana e un bracciale dal doppio uso.
 
 
 
Sono prodotti sicuri, testati per la sicurezza e l'atossicità , in base alle normative vigenti in Europa, Australia e Stati Uniti.
 Sono prodotti senza bisfenolo A, PVC, piombo, lattice, ftalati.
I braccialetti si possono lavare con acqua calda e sapone, lavastoviglie o sterilizzatore.
Le collane hanno un' apertura/chiusura a clic. Le collane naturalmente dovete farle usare al bambino solo quando sono indossate da voi, visto la presenza del cordoncino. Si possono lavare con acqua calda e sapone , lavastoviglie e asciugate all'aria aperta.
 
 
 
 
La trovo un' idea molto bella. Inoltre se i prodotti vi interessano potete avere lo sconto del 15%  dedicata ai miei followers. Mi sembra una buona idea anche per un regalo originale da fare ad un'amica. Ormai il Natale è alle porte, non si sa mai cosa regalare, si cade sempre sulle solite scelte. Sembra di essere monotone. Cosa aspettate? Se avete intenzione di acquistarli fatemi sapere io ho già fatto.
Se volete visionare il sito: qui
 
Inoltre vi comunico che se siete interessate ad acquistare un prodotto, quando ordinate, inserite in codice sconto GEMELLI15 e otterrete uno sconto immediato del 15%.
 
Approfittatene sia per voi che per un regalo gradito io li trovo veramente bellissimi, di figura e utili.


 


lunedì 7 ottobre 2013

Quale microclisma usare per il bambino con stipsi

Buongiorno a tutte, sicuramente vi sarà capitato di avere avuto problemi di stipsi con il vostro bambino e oggi è proprio di questo argomento che vi voglio parlare.
Il bambino soffre di stipsi? Quale microclisma usare per il bambino?
Sono talmente piccoli che non si sa mai come poter risolvere un disagio. Almeno in un primo momento.
Per quanto riguarda la mia esperienza, non soffrivano tutte e due di stipsi, ma solo una.
 Così, oggi vi voglio parlare di un microclisma al miele che potete usare per liberare l' intestino del vostro bambino.  Si tratta di un prodotto del tutto naturale, questo perchè non è consigliato usare per i bambini veri e propri farmaci, almeno fin quando possiamo.


Questo microclisma è adatto per lattanti e bambini, la ditta che lo produce è l'Aboca . Potete usarlo anche per i bambini che  soffrono di colon irritabile e ragadi. Il prodotto riduce i problemi di stipsi.
Melialix Pediatric ha una doppia azione : lenitiva della mucosa orale e evacuante. Questo perché ha al suo interno un complesso di mieli di nettare e di melata selezionati.
All'interno trovate sei flaconcini monouso.


 
 
 Questi microclismi, se avete il  bambino che ha problemi di stipsi  sono efficaci,  importante  non somministrargli veri e propri medicinali, ma  con  Melilax riuscite ad aiutarlo a stare meglio e  a liberare l'intestino.
 
 Per altre informazioni potete trovare altri prodotti della line a Aboca qui.
Naturalmente vi sono bambini che ne soffrono spesso e invece bambini che non hanno nessun tipo di problema. Nel mio caso infatti, con due gemelle il problema di stipsi era presente solo in una delle due bambini. Ma devo ammettere che il microclisma, dopo poco tempo faceva subito il suo effetto. E quando sono molto piccoli, non sanno parlare, comunicarci il loro disagio, dobbiamo interpretare  il disagio di quel momento e vederli stare meglio è un gran sollievo.
I vostri bambini soffrono di stipsi?
 
 


 

giovedì 3 ottobre 2013

L'abbraccio di un figlio che scalda cuore e corpo

Cosa c'è di più dolce e piacevole per una mamma dell' abbraccio di un figlio che ci scalda corpo e cuore?
La sera e il mattino sono i momenti in cui riusciamo a rilassarci. Mi piace tanto la sera, quando Giada e Elena vogliono andare a letto, spesso si addormentano sul divano stanche dalla giornata di asilo e parco giochi, dove trascorriamo il resto della giornata dopo l'asilo.







Quando arriverà il cambio dell'ora e il freddo, e la pioggia, saremmo obbligate a rientrare. Ma come mi dicevo, per me, mamma, è una dolcezza infinita mettermi accanto a loro per farle addormentare. Quelle piccole braccia e mani che mi avvolgono e a mia volta le mie che avvolgono loro, in quel caldo abbraccio che mi scalda corpo, anima e cuore. Sono momenti veramente impagabili, che mi ripagano di tutta la stanchezza di un'intera giornata, in quel momento mi sento veramente mamma e soddisfatta di esserlo. Cosa c'è di più bello e dolce di un semplice abbraccio  da parte di nostro figlio? Quei grandi occhi che mi guardano e che sembrano sorridermi, tanta felicità per questo dolce e confortevole momento. Il rituale della mattina è un po' più veloce, bisogna alzarsi per andare all' asilo, ma ugualmente il loro primo abbraccio quando si svegliano, quelle braccia che si avvinghiano a me, quasi sembrano dei koala, momenti unici. Molte volte penso che devo proprio assaporarmeli tutti, perché indietro non si torna e certe situazioni non potrò riviverle. Ma è giuso così, cresceranno e ad ogni età avranno le loro dimostrazioni di affetto, in maniera diversa. Sono ancora molto piccole, fra pochi giorni compiranno 5 anni, il tempo, comunque sia vola. Ma in ogni momento della loro vita, quando ne avranno bisogno troveranno sempre il mio abbraccio che scalda cuore e corpo.
 

La storia di Giulia e Alice

Care mamme, torno oggi con  una testimonianza di parto di una mamma di gemelle che ci racconta la storia di Giulia e Alice.


Quando nasce un bambino, nasce una mamma. Giulia e Alice, la nostra storia

 

 
Tra tutte le cose strane che potevo immaginare avrei fatto o mi sarebbero successe nella vita, non avevo mai pensato che sarei diventata mamma di due gemelle. Era proprio una cosa che non avevo mai minimamente considerato, e potete immaginare il mio stupore quando il ginecologo alla 12 settimana disse "..un momento...ce n'è un altro....sono due" . La gravidanza era capitata per caso e altrettanto per caso aspettavo due gemelli.
Nelle settimane successive alla scoperta, dopo lo shock iniziale, iniziai a pensare che quello che il destino aveva voluto per me era in realtà un regalo prezioso e inaspettato. Desideravo che tutto andasse bene più di ogni altra cosa, e iniziai cosi anche ad aver paura, che qualcosa andasse storto, troppa felicità mi spaventava, non ci ero abituata.
Non è stata una gravidanza vissuta con serenità, forse anche per colpa di un ginecologo di poche parole e troppo semplificatore. In ogni caso , a parte il primo trimestre, mi sentivo bene ed in forma, e ho continuato a lavorare, fino a metà del quinto mese, quando mi venne detto che il collo dell'utero era raccorciato e dovevo stare a riposo. Ma era "normale"" nelle mie condizioni, non era niente di strano a sentire il medico. Passarono 15 giorni in cui non mi sentivo bene, facevo fatica a camminare a scendere le scale e non uscivo più di casa, "tutto normale" continuavano a dirmi. La pancia iniziava ad essere grande ed aveva il suo peso.
Poi una sera, all'inizio della settimana 29, uno strano mal di schiena, un salto in ospedale per tranquillità, sicuri che non fosse nulla, e invece il tracciato parlava di contrazioni.
MI devono trasferire in una struttura attrezzata, fanno 10 telefonate, c'è un posto con due culle solo a Torino, a 150 km da casa. Io non ci credo, non mi sentivo assolutamente nulla di strano, mi metto a ridere. MI devono trasferire in ambulanza, un viaggio da incubo, al termine del quale riscontrano un peggioramento delle mie condizioni. resto ricoverata, mi fanno il cortisone, flebo di antibiotici continui, ma mi assicurano che sarà una degenza lunga, per sicurezza, i continui tracciati non segnalano contrazioni. Io mi preparo a stare li un bel po', mi faccio portare dei libri, un computer, dobbiamo arrivare almeno a 32 settimane, e ne mancano ancora 3.
Ma non va cosi.
Il destino ci ha fatto un regalo si, ma dobbiamo guadagnarcelo.
Dopo 3 giorni, arriva il giorno più brutto della mia vita:  al mattino tardi uno dei sacchi si rompe. "Stia tranquilla signora, sta solo gocciolando e il liquido si forma continuamente e in queste condizioni si può andare avanti settimane" e invece no. Dopo qualche ora un forte mal di schiena, l'ostetrica che dice "sarà la posizione distesa di questi giorni" e invece no. Dopo poco iniziano le contrazioni, la mia vicina di letto che tiene il tempo. La seconda dopo 5 minuti, la terza dopo 2 minuti, e poi sono continue, mi mettono una flebo, ma non si fermano. Si calma un pò il dolore, arriva il ginecologo "la dilatazione è completa, devo farla partorire, è consapevole che siamo in una situazione border -line?" annuisco. "Allora come le chiamiamo ?"" ci diciamo io e Piero "Giulia e Alice" come avevamo deciso una sera in macchina, pochi giorni prima, di ritorno da una visita che ci aveva confermato i sessi.
Mi fanno il cesareo d'urgenza. Io sono congelata, sono scioccata, per tre giorni mi han rassicurato che andava tutto bene e si continuava, e invece no. Mi sento fredda, come un contenitore che non è stato capace di contenere, inutile, superficiale e vuota. Sono un pezzo di ghiaccio, non mi scende una lacrima e continuo a pensare che forse il destino mi voleva solo illudere, e che andrà tutto male, le bambine sono piccole, chissà se saranno forti a sufficienza, chissà come staranno.
Cerco di mantenere distacco da quello che sta succedendo, ho troppa paura.
Le vedo solo passare quando le tirano fuori, incrocio i loro sguardi. Non li dimenticherò mai. Sono sguardi confusi e arrabbiati, molto arrabbiati, ho pensato che fossero sguardi che chiedevano "mamma perchè ci hai


 
fatto questo?".
Poi per due giorni sto a letto, mi dicono che le bambine sono stazionarie. Il terzo giorno non resisto, nonostante il forte dolore mi alzo dal letto e camminando contro il muro arrivo in terapia intensiva.
"Sono la mamma di Giulia e Alice" dico.

Che strano suono fa la parola mamma, quando riguarda te, e non l'avevi mai detta. E poi forse mamma non mi sento neanche, non ho più la pancia, le ho sentite muovere solo qualche volta, io non le conosco queste bambine. E poi eccole la, piccolissime, dentro le loro teche di plexiglass, come fossero dei pezzi da museo e non degli esseri viventi. Sono nate 1350gr e 1310gr ma quando le vedo io sono 1100gr, a causa del calo fisiologico. Dove sono i bambini delle pubblicità belli sorridenti e cicciottelli? non ci sono qui. Ci sono due bambine piene di garze, tubi, fili, il volto nascosto da un grosso tubo e una maschera. Quando gli infermieri le maneggiano mi rendo conto che sono solo ossa. Il sederino, non c'è. Finisce la schiena e iniziano le gambe, come in certi pupazzi di pezza.  Non sanno respirare, non sanno nutrirsi, non sanno essere bambini, ancora non lo sono. Non ci conosciamo, loro non sanno che sono li, e che sono la loro mamma.
Quando si diventa mamme?
in quel momento non lo so, ma lo scopro nei 50 giorni successivi. Sono una mamma a metà, non ho la pancia, non ho le bambine. In quei giorni scopro che hanno bisogno di me, del mio latte, del mio calore. Imparo parole nuove: broncodisplasia ,  saturimetro, dotto di botallo, serratia, ROP e tante altre. Sono un automa, tiro il latte ogni tre ore, anche di notte, mi sento in colpa per non essere stata abbastanza mamma prima, e adesso la loro mamma sono un' incubatrice e un'infermiera.
In quei giorni abbiamo imparato a conoscerci, quei 50 giorni sono stati per noi un nuovo lungo parto, durante i quali io ho imparato a prendermi cura di voi e ad essere la vostra mamma, e voi avete imparato ad essere delle bambine.
 
 
Ecco la sua splendida testimonianza, grazie per averla condivisa con noi. Un bacione a Giulia e Alice.