mercoledì 3 luglio 2013

Quando togliere al bambino la poppata notturna

Il bambino ha già qualche mese e vi chiederete quando togliere al bambino la poppata notturna.
La prima poppata che viene tolta è quella notturna e devo ammettere, come esperienza personale, che è un gran sollievo. Ma vi è un'età nella quale bisogna eliminare la poppata notturna ? A quale età smettere di dargli la poppata notturna?






In realtà, non vi è un'età giusta, ogni bambino ha i suoi ritmi. Nei primi mesi il bambino mangia ogni 3 ore. A sentire il parere dei medici, se abbiamo il nostro latte e lo allattiamo al seno, specialmente quando è piccolo, bisogna attaccarlo ogni volta che lo richiede, ma deve essere ridotto ed avere un' intervallo di due ore e mezzo tre, quando il bambino ha tre mesi. A questa età le poppate sono 6-7 nell'arco delle 24 ore e la poppata notturna è compresa.
La poppata notturna, viene tolta in relazione anche al ritmo di sonno-veglia del bambino e l'inserimento della pappa solida che avviene con lo svezzamento. Man mano che il bambino cresce lo stomaco e l'intestino del bambino diventano maturi per assimilare e digerire gli alimenti. La prima poppata che si elimina il giorno è quella del pranzo, seguita poi dalla cena.
Poi bisogna tener conto che ogni bambino è diverso dagli altri, per esperienza personale posso dirvi che la poppata notturna non ho deciso io quando toglierla, ma loro hanno incominciato a dormire un po' di più, senza svegliarsi e così, gli ho provato a togliere la poppata notturna, che in effetti ha funzionato.

Come cambiano i ritmi del sonno, visto che influenzano la poppata e il suo numero?

DA 0 A 4 MESI: Il bambino dorme dalle 16 alle 18 ore nell'arco delle 24 e si sveglia per mangiare.
DA 4 A 6 MESI: Il bambino inizia a dormire la notte,  ed è in questa fase che i bambini iniziano a saltare la poppata notturna. (Chiamato ritmo circadiano) Il bambino riposa anche che i sonnellini diurni.
DA 6 A 12 MESI: Il bambino incomincia a dormire anche 11 ore per notte, fa un sonnellino il mattino e uno il pomeriggio, poi naturalmente dipende dal bambino e dal suo ritmo. Con lo svezzamento, il bambino si regolarizza .


E il vostro bambino ricordate quando ha smesso di mangiare la notte?
 

domenica 30 giugno 2013

Gravidanza gemelli

Oggi vi voglio parlare in dettaglio di alcune informazioni riguardanti la gravidanza di gemelli. Come la mia, come la gravidanza di tante altre mamme gemellari. Ma, quando si aspettano i gemelli bisogna sicuramente avere qualche accortezza in più. E' bello e interessante sapere soprattutto come avviene la fecondazione di due gemelli?







Queste sono alcune caratteristiche della gravidanza gemellare:
  • due terzi delle gravidanze gemellari derivano dalla fecondazione di due zigoti, uova dove il  nostro patrimonio genetico dei gemelli è diverso, vale a dire che sono due fratelli.
  • le gravidanze monozigotiche, vengono originate dalla divisione di un unico uovo e si differenziano in base a quando avviene la divisione.
  • se l'embrione si divide dal 1 al 3 giorno, ogni bambino ha la sua placenta, il suo sacco .
  • se l'embrione si divide tra il 4 e l' 8 giorno, si ha una gravidanza monozigotica e i gemelli, hanno un' unica placenta, ma un sacco amniotico unico.
  • nel raro caso dell' 1% l'embrione si divide fra il 9 e il 14 giorno e i gemelli, in questo caso condividono sacco amniotico e placenta.

Come potete leggere la gravidanza gemellare se i gemelli sono uguali, se diversi, un sacco amniotico, due dipende dalla divisione dell'embrione, o per meglio dire a quale settimana si divide.
Inoltre è bene ricordare che, la gravidanza gemellare viene considerata una gravidanza a rischio, per cui, bisogna avere qualche riguardo in più, rispetto ad una gravidanza unica.

Esistono ospedali che seguono le donne che aspettano i gemelli , specializzati in queste gravidanze e sono:

  1. Bergamo: Ospedale Riuniti  www.ospedale riuniti.bergamo.it
  2. Brescia:   Ospedali Civili di  Brescia www.ospedalicivili.brescia.it
  3. Cuneo:     Ospedale Santa Croce e San Carlo  www.ospedale.cuneo.it
  4. Firenze:    Ospedale Santa Maria Nuova www.asf.toscana.it
  5. Milano: Clinica Mangiagalli  www.policlinico.mi.it


Queste sono alcune strutture ospedaliere alle quali potete rivolgervi in caso di bisogno.
 

venerdì 28 giugno 2013

Il primo amore all'asilo

Il primo amore all'asilo, lo ricordate? Io non posso, l'asilo non l'ho frequentato, ho avuto una mamma casalinga, che ha preferito tenermi con sé. Non so se sia stato giusto, non per non averlo apprezzato, ma ricordo ancora ora che quando sono dovuta andare alle elementari, ho sofferto tanto, piangevo e mi mancava la mamma.







 Sono passati ben quasi 30 anni, ma certe emozioni non si scordano. Per questo con Giada e Elena , ho preferito, nonostante sono casalinga mandarle da subito all'asilo, almeno si staccavano un po' da me e entravano a far parte della società, avendo a che fare con compagni d'asilo e maestre. Imparare a staccarsi, a relazionarsi con gli altri, a non avermi sempre accanto. E quest'anno come secondo anno d'asilo, per Elena è nato il suo "primo amore". Ha incominciato a dirmi che si era fidanzata, con un bambino all'asilo, che era simpatico, e mi è capitato di vederla arrossire, quando lo vedeva, ma cosa proveranno a questa età?   Mi scappava un sorriso sotto i baffi, di fronte al suo comportamento, non per deriderla. E mi sono chiesta se sarà  anche per lei un  batticuore  e farfalle nello stomaco chissà! Fatto sta che era molto contenta di frequentare l'asilo, perché sapeva che c'era anche questo bimbo, meno male, non ne ha mai avuto molta voglia di andarci. Ed ecco che ora aveva un buon motivo. Ora l'asilo è finito e proprio l'altro giorno mi diceva che lo aveva lasciato, perché l'asilo è finito, eh beh certo ora bisogna pensare agli amori estivi, anche questi faranno battere il cuore e arrossirà? Credo di sì, per fortuna sono ancora molto piccole e possono vedere solo il lato positivo dell'amore, non sempre si sorride, si arrossisce, a volte si piange, ci si dispera, ma c'è ancora tempo, anzi se potessi glielo eviterei, ma è la vita. Se vorrà sarò lì a consolarla, a consigliarla, ad asciugargli le lacrime, a fargli capire che purtroppo non sempre si è ricambiati, ma se succede, si ha il mondo nelle mani. Cosa c'è di più bello dell'amore? Per ora piccola mia vivi le tue emozioni, tutto il resto può aspettare.

 

mercoledì 26 giugno 2013

Giorgia ci racconta il suo parto di gemelli

Ecco una nuova testimonianza di parto gemellare. Giorgia mamma giovanissima, ci racconta il suo parto gemellare: anche questa andrà ad arricchire le testimonianze, nella pagina che ho aperto da poco. Come tutte  le testimonianze di mamme raccolte finora è bellissima, intensa e piacevole.








Mi chiamo Giorgia, ho 26 anni e sono mamma di Enea e Gaia  gemelli nati il 21-11-12.
Il 12 aprile dopo un piccolissimo ritardo di 2 giorni, decido di fare il test, così.  In realtà, non perchè mi sentissi incinta  con mia super sorpresa una bella "+" non sapevo se fosse vero appena mia mamma è tornata dal lavoro gli ho fatto vedere il test e lei tutta agitata... dopo aver avuto la conferma mando a mio marito la foto del test e lui subito mi chiama... ancora non sapevo cosa pensare in realtà... L'indomani mia mamma mi aveva già prenotato gli esami per le beta hcg che sono chiaramente risultate altissime, così mia mamma che lavora in ospedale ha subito chiamato un amico ginecologo che mi ha vista subito. Arrivo da lui e subito mi guarda e mi dice "doppi auguri" lì ho visto per la prima volta i miei cuccioletti... due palline in realtà che però significavano già tutto il mio mondo...
Una settimana dopo, mi prescrive un altro controllo per vedere se era presente il battito, ma dentro di me sentivo che loro c'erano, con ansia però ho aspettato quel mercoledì.
Ero con mia mamma e la mia miglior amica, sentire quei cuoricini minuscoli battere oddio che emozione, che agitazione 2 creature stavano prendendo forma dentro di me, il miracolo della vita... 2000 domande da fare al ginecologo e in quel momento non sapevo che dire... avevo solo tantissima paura che potesse andare male qualcosa.
Da lì è partito il periodo della mia vita più emozionante tra ecografie che mi facevano vedere i miei cuccioli crescere, sentire i lori cuori, seguire i loro sviluppi due creature, due gemelli...
Le paure... toxo, distacchi.... ogni minima perdita correre da mia mamma disperata e lei ogni volta mi rassicurava, poi ho  trovato un ginecologo bravissimo, che mi ha seguito lungo tutta la gravidanza....
Li trascorrono le mie settimane, settimana dopo settimana, la pancia cresce e pure la mia gioia perchè comincio a sentirli muovere, mi accorgo che loro riconosco la mia voce... emozioni...
Nelle ultime settimane, il ginecologo ha voluto tenermi più controllata... il 12-12-12 sarebbe stato il termine e verso fine ottobre ogni settimana un'ecografia, per monitorare il collo dell'utero. Mi aveva già detto che mi avrebbe fatto cesareo il 12 novembre e io felicissima ero stanchissima... loro erano già 2 kg ciascuno, quindi pesava portarli in giro. Una delle ultime eco, mi dice con la faccia seria " ci vediamo il 31 ottobre perchè forse avviciniamo il parto al 5 novembre" ODDIOOOO avevo solo 3 settimane e poi li avrei coccolati, baciati, abbracciati. Vado a prendere il passeggino, metto fretta per finire di sistemare la loro cameretta,casa, tutto! Vado a fare l'eco il 31 ottobre e mi fissa la data al 21 novembre COMEEEE???? Lì mi sento morire.. come 21 novembre? non era il 5 novembre?? 5,12,21 oddio.... ma questo giochino di spostare in continuazione le date ha funzionato, in quelle ultime settimane avevo ripreso la forza, stavo benissimo... li avrei visti, ancora 20 giorni.

Ebbene ci siamo, arriva il 21... sveglia alle 6, partenza per l'ospedale che ho raggiunto a piedi visto che abito attaccata all'ospedale con me mia mamma e mio marito. Emozione, ma cerchi di stare calma, arrivo in ospedale e lì tutti pronti e super emozionati per me con me.  Due ostetriche bravissime che mi hanno messo a mio agio e super disponibili, poi anestesista, infermieri della sala operatoria, bravissimo staff, arrivano con la cuffietta verde e lì comincia la tremarella alle gambe c'eravamo quasi . Alle 9.15 mi spostano col lettino io e il mio pancione facciamo il nostro ultimo viaggio, arrivo in sala dove scopro che una è la mia vicina, il mio ginecologo la mamma di un'amica e altre persone simpaticissime.... gambe che tremano io super agitata ma è bastata una piccola puntura sulla schiena e sono tornata in pace con il mondo,amo la spinale.
 Il ginecologo arriva, mi guarda,  mi chiede se sono pronta e via, arrivato il momento.  9.38 vedo un esserino tutto sporco passare daventi a me e lo sento urlare : Enea , stupendo 9.40 ancora prima di uscire dalla pancia praticamente la sento piangere:  Gaia e li sento da tutti gli auguri Gaia di nome e di fatto a quanto pare, poco dopo vedo le due ostretiche arrivare con due frugoletti avvolti negli asciugamani, i miei tori, la mia vita  Enea 3.250 Gaia 2.760, stavano benissimo, le mie due creature, i miei due miracoli.
Che scema a ripensarci,  la prima cosa che ho chiesto alle ostetriche è stata se avevano capelli, in quel momento non sapevo nemmeno dov'ero,  che emozione.

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    Il 25 novembre siamo tornati a casa... allattamento al seno. ahimè durato solo 10 giorni e neanche per tutti i pasti, latte artificiale.
    Oggi hanno 7 mesi, Enea pesa 10kg la Gaia 7.5 kg stanno benissimo e sono fantastici, sono bravissimi e sono gran soddisfazioni... impegnativi ma bravi davvero.... non so che altro aggiungere.
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    Vorrei aggiungere il fatto che, andando su "alfemminile" abbiamo creato un gruppo con delle altre mamme che avrebbero partorito a dicembre ed è stata un esperienza ancora piu bella perchè arricchita anche da loro. A loro devo molto sia in gravidanza che ora.... ci sentiamo ancora e sapere che affrontiamo problemi comuni aiuta parecchio.

  • Grazie Giorgia per la tua bellissima testimonianza, mamme vi è piaciuta? Vi ricordo che chi vuole mamma di gemelli e non può scrivere l'esperienza del suo parto e spedirlo a ubertidebora@yahoo.it

       

      lunedì 24 giugno 2013

      Quando portare il bambino in bicicletta

      Volete portare il vostro bambino con voi in bicicletta ma non sapete se è abbastanza cresciuto per farlo?  Quale seggiolino e casco sono quelli giusti per far sì, che il bambino non corra alcun pericolo durante il tragitto? A quale età possiamo metterlo sul seggiolino da bicicletta? Il seggiolino per la   bicicletta dobbiamo posizionarlo davanti o dietro? Come trasportare il bambino in bicicletta?






      Nessun problema oggi andremo a vedere insieme quando si può portare il bambino in bicicletta con il seggiolino, elimineremo qualsiasi dubbio che vi affligge dando una risposta a tutte queste domande.





      Ma andiamo a scoprire insieme quando portare il bambino in bicicletta, e di conseguenza quando montare l'apposito seggiolino.

      • ci sono i pratici seggiolini che si mettono davanti, agganciati al manubrio della bici, che consentono di vedere il bambino e anche lui può guardarsi intorno. I seggiolini anteriori possono essere usati da un peso di 9 kg, fino a un massimo di 15 kg.

      • i modelli di seggiolini, sono classificati  con una lettera, A o B e un numero. La lettera indica dove deve venire posizionato il seggiolino: A = posteriore; B = anteriore;  La B indica il peso del bambino: i seggiolini B, vanno da 9 a 15 kg; i seggiolini A, vanno da 9 a 22 kg. Dal 2005 le norme di sicurezza prevedono che, il seggiolino, deve essere comodo e sicuro. Verificate che sul seggiolino sia riportata questa sigla : EN14344.


      •  seggiolini posteriori, devono avere il poggiapiedi e il fermapiedi.

      • per quanto riguarda il casco, vi sono di varie misure e si possono regolare con la rotellina che trovate dietro .
      • il codice della strada prevede che i bambini fino agli 8 anni possono essere portati in bicicletta, ogni seggiolino deve essere composto di sedile con schienale, braccioli, ( non obbligatori per il sedile posteriore e se il bambino ha più di 4 anni), cinture di sicurezza e struttura per fissarlo.

                                                  


      E voi quale seggiolino usate per il vostro bambino e a quale età, lo avete messo in bicicletta ?
        Quando portare il bambino in bicicletta

        Recensita da UBERTI DEBORA il 24 Giugno .
        A quale età si può mettere il seggiolino per portare il bambino in bicicletta con il casco Vuoi portare il tuo bambino in bicicletta ecco il casco e il seggiolino che ti servono

        Voto:4,5

        sabato 22 giugno 2013

        Terremoto in Lunigiana

        In questi giorni abbiamo a che fare con il terremoto. Purtroppo per quest non mi vedete molto attiva nello scrivere. Cerchiamo di passare la maggior parte del tempo fuori casa, sperando passi presto. Le bimbe hanno un po paura e cerchiamo di fare il possibile.Vi auguro un buon week end sperando che lo sia anche per noi.

        giovedì 20 giugno 2013

        Il parto prematuro gemellare di Martina

        Questa è una testimonianza di parto prematuro  gemellare, con le sue difficoltà, ma ugualmente  bellissimo, emozionante, da leggere tutto d'un fiato.
        Cosa accade se i gemelli nascono prima del termine? Cosa si prova a non poter portare a casa con sé i suoi piccoli, ma poterli solo vedere un'ora il giorno, non potendoli abbracciare e coccolare? Dopo mesi e mesi di attesa........
        Questa è una testimonianza di un parto di gemelli in anticipo.








        Ecco cosa ci racconta Martina:


        Ciao a tutte, io sono Martina, mamma di Giulia&Giorgia, 3 anni. Mi piacerebbe di più parlare di come avrei voluto fosse la mia esperienza e invece sono qui a raccontarvi una storia, quella del mio parto, che spero solo non demoralizzi le bi-mamme in dolce attesa. Ricordatevi care che non tutti i parti sono uguali, ogni esperienza è diversa, diversa nei modi e nelle sensazioni.

        Sono di Venezia, ma ho partorito a Treviso all’Ospedale Ca’ Foncello alla 34+2. La mia gravidanza è stata nel complesso senza complicazioni. Le bimbe sono monocoriali bi-amniotiche, ossia in due sacchi ma con la placenta unica. Per questo motivo ogni 3/4 settimane facevo un’ecografia per controllare che le due bimbe mangiassero in maniera equilibrata senza portarsi via “la pappa” l’una con l’altra. Sin da subito Giorgia tendeva a mangiare di più della sorella e il suo peso è sempre stato leggermente superiore rispetto alla sorella. Alla 27ma settimana sono stata ricoverata 3gg al Civile di Venezia per una cura di Bentelan: il medico che mi seguiva la gravidanza prevedeva un gestazione non oltre la 35ma per cui aveva preferito accelerare lo sviluppo polmonare delle bimbe in modo tale che se anche ci fossero stati problemi prima della 35ma settimana le gemelle non avrebbero avuto complicazioni. Tutto è andato bene fino alla 31ma quando abbiamo preferito farmi ricoverare a Treviso, ospedale in cui avrei avuto assistenza anche nel caso in cui le bimbe fossero nate molto prima del previsto, assistenza che Venezia non mi assicurava per mancanza di una terapia intensiva neonatale attrezzata per bimbi molto prematuri. Il mio soggiorno a Treviso è durato 20gg circa, monitoraggi quotidiani, 2 volte al giorno, finché un’ecografia non ha rilevato che la piccolina Giulia non cresceva più e fu deciso quindi di intervenire con cesareo. Sono intervenuti alla 34+2, puntura spinale e via… il giorno 1 aprile 2010 alle 8.35 è nata Giorgia, alle 8.36 è nata Giulia. Tutto bene, “ciao amore sono la mamma”, “ciao amore sei bellissima”, urla (le loro) e pianti (i miei) hanno fatto da contorno ad un’equipe medica che stava curando loro e me. Le bimbe sono state portate subito in terapia intensiva nel reparto di patologia neonatale. La patologia di Treviso è suddivisa in 3 sezioni a seconda delle condizioni gravi-meno gravi dei prematuri, sono ammessi all’interno solo mamma e papà, obbligati a indossare un camice, guanti e salva scarpe. C’è una vetrata che circonda tutto il reparto e che permette anche a nonni e parenti di vedere i nascituri. Diciamo che non è proprio una “vetrina” piacevole come può essere quella di un nido normale: ci sono bimbi veramente in condizioni critiche, incubatrici ovunque, tubicini, tubi grandi, strumenti e macchinari con lucine varie e suoni alcuni inquietanti… Le mie bimbe le ho viste 2 secondi alle 8.30 dell’1 aprile. Le ho riviste poi a distanza di due giorni. Non era quello che mi ero immaginata, non era quello che speravo di vivere nei primi miei istanti da mamma. Una volta partorite le bimbe ho avuto una reazione allergica alla spinale: ho cominciato a sentirmi soffocare, mi sentivo le tonsille ingrossarsi sempre di più, cominciava a mancarmi il respiro, ho avvisato subito l’anestesista e sono stata tenuta sotto controllo per due ore. Fuori ad aspettarmi c’erano il mio compagno e i miei genitori ai quali non erano state comunicate le mie condizioni e che non vedendomi uscire cominciavano a preoccuparsi. Io non pensavo fosse passato tanto tempo, avevo perso completamente la cognizione temporale, ero convinta di essere stata dentro poco e invece il mio compagno mentre mi accompagnavano in stanza mi disse che erano passata ben due ora da quando avevano portato le gemelle in terapia intensiva. Quando mi son ripresa, a distanza di due giorni, mi hanno messa in sedia a rotelle e mi han portata a vedere per la prima volta (anzi seconda..) le mie bambine. Erano lì piccoline, minime, mignon…. Giorgia è nata 2,200 kg per 45.5 cm, Giulia 1,860 Kg per 43 cm. Piccole…. Le mie piccole…. E quella volta lì ho potuto tenere in braccio solo Giulia perché Giorgia era piena di tubicini, impossibile da abbracciare. E Giulia, questo scricciolo, aveva un tubicino su per il naso, uno sul braccio e uno sotto il piede. Non sapevo come prenderla in braccio, avevo paura di farle male. Il giorno dopo ho potuto prendere in braccio anche Giorgia. Andavo tutte le volte k potevo, tutti i pomeriggi andavo ogni ora (si poteva entrare in reparto solo nel pomeriggio). La domenica di Pasqua, Giorgia mi ha fatto prendere uno spavento perché lì davanti ai miei occhi ha smesso di respirare e gli strumenti che la monitoravano avevano cominciato a suonare e suonavano e suonavano e io non vedevo arrivare nessuno, o almeno ero convinta di non vedere arrivare nessuno e invece l’infermiera c’era solo che io ero talmente scossa da quello che stavo vivendo che non me ne rendevo conto. “Signora non si preoccupi la piccola non ha niente, si è solo dimenticata di respirare, succede, a volte si dimenticano” – dimenticata??? Per pigrizia… praticamente sembra che ci siano dei bambini talmente pigri che si dimentichino addirittura di respirare. Effettivamente Giorgia lo è pigra, resta comunque il fatto che tu mamma da pochi giorni queste cose non le sai e enfatizzi tutto all’ennesima potenza perché la ragione non comanda più, c’è solo il cuore di una mamma che non vede l’ora di abbracciare e di portarsi a casa le sue piccoline. Il decorso post-operatorio ha visto le bimbe tenute in patologia per 20gg circa, con trasferimento da Treviso a Venezia (non vi sto a raccontare anche qui l’incubo che abbiamo dovuto affrontare altrimenti non è più finita…). Una volta a Venezia, io andavo tutti i giorni in ospedale, dalla mattina alla sera, speranzosa ogni santo dì di sentire che il Primario mi dicesse “Signora le porti a casa”, ma dovevamo aspettare che Giulia raggiungesse i 2kg di peso e dopodiché avremmo potuto tornare tutti a casa. Concludo raccontandovi che dopo il controllo dei 40gg sono stata ricoverata un’altra volta a Treviso per eseguire un’isteroscopia: pur avendo fatto un cesareo avevo ancora placenta dentro. E così è andata la mia avventura… spero solo di non aver spaventata nessuna. Sono esperienze, c’è chi le vive senza il minimo trauma, chi invece passa ore e ore di travaglio o chi si vede strappare i propri bimbi subito dopo averli partoriti. Il mio sogno era quello di prenderle e tenermele in braccio, sin da subito, allattarle, coccolarle, tenerle strette a me… e invece per 20 lunghi giorni siamo stati distanti. Eh vabbé vorrà dire che mi toccherà farne un altro (uno solo però magari stavolta…) in modo da coccolarmelo e godermelo … scherzo scherzo… ho già dato! Son felicissima con le mie bambine, sono tutta la mia vita, io sono per loro e grazie a loro. Buona fortuna bi-mamme!!
         
         
        Grazie Martina per la tua bellissima testimonianza che hai condiviso con tutte noi, riguardante la tua gravidanza gemellare.