Visualizzazione post con etichetta allattamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta allattamento. Mostra tutti i post

giovedì 28 febbraio 2013

Cos'è lo svezzamento naturale

Cos'è lo svezzamento naturale?
Avete mai sentito parlare di svezzamento naturale o lo avete usato per il vostro bambino?

Lo svezzamento naturale raccontato da Mamma Cra del blog http://mammacra.blogspot.it/ .
Nei miei post ho parlato in diversi, dello svezzamento che prevede l'inserimento di nuovi alimenti. E proprio in risposta ad un commento sullo svezzamento, è stata Mamma Cra che mi ha chiesto se avevo mai sentito parlare di svezzamento naturale. Dicendomi che, lo aveva applicato con uno dei suoi  bambini. Da qui, è nata la mia curiosità di saperne di più e di farle un'intervista.
Ma cosa intende per svezzamento "naturale"?

Ecco a voi cosa ci racconta:


1) Ciao MammaCra, cos'è lo svezzamento naturale?

Dare una risposta esaustiva in poche righe a questa domanda sarebbe troppo difficile così vi suggerisco di leggere questo articolo sullo Svezzamento naturale  e se l'argomento vi attrae di leggere questo libro Io mi svezzo da solo.

Come ci si comporta applicando lo svezzamento naturale al bambino?


I principi base sono i seguenti:
- tenere sempre i bambini a tavola con mamma, papà e altri membri della famiglia non appena sono in grado di stare seduti da soli sul seggiolone
- iniziare lo svezzamento a 6 mesi, come raccomanda l'OMS
- aspettare e assecondare le richieste e le curiosità del bambino verso il cibo (ne risulterà attratto, vorrà prenderlo con le mani o lo guarderà eccitato o farà dei versetti indicandolo) purché il cibo sia idoneo e a piccoli pezzetti (se il cibo è cucinato in modo leggero ed è cibo di buona qualità il bambino può assaggiare di tutto)
- il latte (materno o artificiale) rimarrà comunque l'alimento principale e l'allattamento al seno proseguirà finché mamma e bambino saranno, entrambi, d'accordo.
- non esistono ricette e tabelle ma si cerca di assecondare il più possibile i ritmi e i bisogni del bambino che saranno comunque ben allineati a quelli della famiglia (non cambiamo i nostri ritmi a tavola, se il bambino sta a tavola con noi sarà naturale per lui seguire i ritmi della sua famiglia)


2)Tu come ti sei comportata con i tuoi bambini?

Con i miei bimbi che ora hanno 3 anni e mezzo e 14 mesi mi sono comportata in modo diverso.
Col Cipolla, il più grande, ho messo in atto lo svezzamento classico quello con le tabelle e le pappe da preparare secondo le indicazioni...è stato un disastro!
A 5 mesi ha fatto i primi assaggi di frutta e non è andata malissimo ma con le pappe vere e proprie è stato un calvario!
Aveva quasi 6 mesi e per circa due settimane non ne ha voluto sapere di pappe, brodini, omogeneizzati e appena vedeva il cucchiaino partiva a piangere fino a che non lo attaccavo alla tetta. Poi su consiglio dell'ostetrica del punto allattamento ho iniziato a rendere la pappa più solida e saporita (aggiungendo più farina di riso o semolino, variando spesso il gusto e aggiungendo molto, molto formaggio grattugiato, grana o parmigiano) e pian pianino ha iniziato a mangiare (prima due cucchiaini, poi quattro...). Io ovviamente ero andata in crisi e temevo non si staccasse più dalla tetta, invece poi ha iniziato a mangiare un po' di più quando ho introdotto cibi e sapori nuovi e soprattutto le cose che mangiavamo noi a piccoli pezzi, nonostante non avesse ancora i denti (li ha messi a 13 mesi). Credo che non fosse pronto, non si mostrava per niente interessato a quello che mangiavamo noi, non aveva neanche un dente e probabilmente dovevo solo aspettare e dargli tempo. Comunque l'ho allattato fino all'anno compiuto. Anche ora va molto a periodi, a volte mangia davvero poco e le solite cose, a volte si mostra più interessato e assaggia qualcosa di più. Comunque è sempre stato sano e cresce costantemente, quindi mi sento tranquilla nonostante mi dispiaccia molto che non ami la frutta e la verdura (le gradisce ancora frullate).
Con la Princess invece mi dicevo "aspetterò i 6 mesi inoltrati, non le offrirò assaggi di frutta prima di allora, aspetterò i suoi tempi e opterò per lo svezzamento naturale". Invece ha deciso lei. A 4 mesi e mezzo indicava tutto quello che mangiava il Cipolla e così verso i 5 mesi assaggiava un po' della sua frutta e verdura (frullata o a piccoli pezzetti schiacciati con la forchetta) e prima dei 6 mesi son partita con le prime pappe classiche aggiungendo però liberi assaggi di un po' di tutto dai nostri piatti (a piccole dosi e a piccoli pezzi) senza la preoccupazione di aspettare ad introdurre cibi nuovi.
Diciamo che ho messo in atto una sorta di via di mezzo fra svezzamento classico e quello naturale, optando per le pappe perché si attaccava pochissimo al seno (ma io perdevo un sacco di latte e quindi il latte c'era) e gli assaggini dai nostri piatti non le sarebbero bastati. Fortunatamente ho una pediatra che appoggia questo tipo d'approccio e mi consiglia e supporta!!! Infatti in quel periodo lei ciucciava pochissimo da me e rischiava di calare di peso allora in accordo con la pediatra (invece di aggiungere latte in polvere come era stato suggerito a delle mie amiche) siamo partiti con questa via di mezzo e lei ha iniziato anche a succhiare di più da me. Probabilmente era solo curiosa e desiderosa di nuovi sapori. E anche dal seno si è staccata gradualmente e completamente da sola prima dell'anno e sinceramente un po' mi è dispiaciuto.
Ora mangia come noi (da sola con le mani e la forchetta o cucchiaio), mangiamo tutti insieme e già da mesi cucino una sola cosa per tutti. Sto solo attenta a cucinare in modo salutare e leggero.

3)Cosa ti ha portato a decidere per lo svezzamento naturale?

Principalmente i miei figli, le esperienze che ho avuto con entrambi e le loro reazioni al cibo. La Princess mangia tutt'ora più del fratello e un po' credo che sia anche dovuto alla serenità con la quale ho affrontato lo svezzamento con lei e invece l'ansia con la quale avevo affrontato quello del Cipolla.
Credo sia più comodo ed economico oltre che salutare.

 

4)Ne avevi sentito parlare,di svezzamento naturale  oppure qualche tua amica o conoscente lo aveva già attuato con il proprio bambino?

Ne avevo sentito parlare da una mia amica blogger, Mammacanguro (clicca qui dove puoi trovare una serie di post e articoli sull'argomento)), avevo letto qualcosa sul libro di Giorgia Cozza Bebè a costo zero e avevo trovato delle ricette carine anche per noi adulti sul libro Le ricette di Sofia (non parla di svezzamento naturale ma suggerisce ricette da "grandi" per i bimbi).
E poi, come dicevo prima, mi ha incoraggiato la mia pediatra che già col Cipolla, presentandomi la tabella dello svezzamento classico mi aveva detto: "questo è solo un modo per svezzare i bambini, in altre culture e nazioni li svezzano in modo diverso e crescono comunque sani quindi non lo prenda come una tabella da rispettare a tutti i costi ma solo indicativa, segua il suo bimbo e i suoi desideri" e poi mi aveva detto di non comprare prodotti specifici per l'infanzia a parte le creme (semolino ecc... che ho scelto sempre bio e senza aromi artificiali) ma mi aveva incoraggiato ad usare frutta e verdure fresche (frullate o schiacciate o a piccoli pezzi), carne e pesce freschi frullati o a piccoli pezzi, insomma no liofilizzati e omogeneizzati se non per necessità di tempo e praticità, non olio per bambini ma un buon olio d'oliva, no formaggini e omogenizzati di prosciutto ma prosciutto tritato a pezzettini e formaggi freschi come mozzarella, ricotta ecc...

5)Quali consigli ti senti di dare a noi mamme, riguardo lo svezzamento naturale?

Consiglio di informarsi e poi scegliere quello che crediate sia meglio per voi e per la vostra famiglia. Ad esempio ho amiche che preferiscono preparare la pappa per il piccolo poi metterlo a letto e cenare in pace col marito. Noi invece preferiamo cenare tutti insieme, cucinare una cosa per tutti, forse è più faticoso da un lato ma più comodo e divertente dall'altro. Insomma non credo che ci sia una cosa migliore ma che ogni scelta vada calibrata sui propri bisogni e su quelli del nostro bambino.
Se vuoi saperne di più sulle mie esperienze attraverso il mio blog clicca qui per trovare tutti i post che parlano di pappa.
Infine consiglio anche questo libro: Un mondo di pappe.
Grazie per l'attenzione e la curiosità sull'argomento.
Cra.



Grazie Mamma Cra per la tua testimonianaza. Per quanto riguarda questo argomento, durante lo svezzamento loro mangiavano un pò prima la loro pappa. da dopo le mettevamo a tavola con noi, ma non gli ho mai fatto assaggiare un alimento che il pediatra magari non mi aveva ancora fatto introdurre. Per timore magari che gli potesse far male. Nonostante questo , con Elena ho avuto ugualmente diversi episodi di orticaria, come potete vedere in questo post  http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8291154424461595011#editor/target=post;postID=2338947230322316953
 
Cos'è lo svezzamento naturale Recensita da UBERTI DEBORA il 28 febbraio . Come si appilica al bambino lo svezzamento naturale Svezzamento naturale Voto: 4,5

martedì 11 dicembre 2012

Allattare i gemelli si può

Allattare i gemelli? Si può.
A parte la mia esperienza, che a riguardo a questo argomento è stato breve. Ho allattato le mie gemelle per poco, le complicazioni del parto forse, non mi sono state di aiuto. Ma per lo meno per un breve tempo, l'ho potuto fare.
Qui di seguito trovate i consigli della mia amica Martina, ecco a voi le domande alle quali ha risposto molto gentilmente e con tantissima disponibilità.

* Cosa deve fare una mamma di gemelli per avere latte a sufficienza?

Il “segreto” è sempre lo stesso: tanto il seno viene stimolato, tanto produrrà.
Dobbiamo avere fiducia nel nostro corpo!
Sappiamo infatti che il seno, in quanto ghiandola, produce in base a un meccanismo di domanda e offerta: quando viene stimolato dalla suzione del bambino (o dei bambini!), allora si forma il latte. Quindi quanto più viene stimolato, tanto più produrrà. Questo concetto è importantissimo da capire e ricordare quando si aspettano o allattano più bambini!
Infatti, uno dei timori più diffusi è che il seno “non ce la farà” a produrre per due. A dire il vero questo è il timore n° 1 anche per una mamma che ha un bimbo solo…
Ma questo timore è infondato, altrimenti come avrebbero mai fatto le nostre trisavole con due gemelli quando non esistevano sostituti artificiali? E come facevano le balie, che magari allattavano anche 5 o 6 bimbi contemporaneamente??
Semplice: più bambini poppano, più latte il seno produce.
Infatti il seno adeguerà la produzione in base a quanta suzione avviene: due bimbi ovviamente stimolano molto di più di un solo bambino, e quindi la ghiandola mammaria “capisce” di aver a che fare con due bocche da sfamare, e si regola di conseguenza.

Quindi nel caso di parto gemellare, è importante che da subito entrambi i bambini vengano portati alla mamma e possano attaccarsi al seno (insieme o separatamente, a seconda dei casi e di come la mamma riesce meglio a attaccarli nei primi giorni). E poi allattare a richiesta e senza aggiunte.

I gemelli a volte vorranno poppare insieme e altre volte separatamente, così come ci sono mamme che preferiscono allattarli contemporaneamente e altre che non ci riescono. Entrambi i sistemi hanno i loro vantaggi: sperimentate per vedere cosa funziona meglio per voi.
Nei primi giorni potreste avere qualche difficoltà a metterli insieme, allora concentratevi su un bimbo per volta (non avranno mica sempre fame insieme!), ma più in là perlomeno provate un paio di volte ad allattare insieme per vedere se vi piace e vi ci trovate.


* Come mai allora tante mamme di gemelli non riescono ad allattare?

Quello che succede spesso, è che la mamma parta già con l’idea che allattare due gemelli sia impossibile. Forse ha amiche o parenti che non sono riuscite e le hanno raccontato storie deprimenti…
Inoltre spesso accade anche che dopo la nascita vengano subito date aggiunge a uno o entrambi i gemelli.
Molte volte i gemellini (o il più piccolo dei due) necessitano di cure pediatriche e vengono separati dalla mamma, così il seno non viene stimolato!
Se poi nessuno spiega alla neomamma quanto è importante che in assenza della suzione naturale dei bambini, si tiri il latte regolarmente nell’arco della giornata, ecco che il seno resta in stand by in una fase essenziale durante la quale dovrebbe invece avvenire la “calibrazione” della ghiandola sulle necessità dei pupi.


È quindi fondamentale, per una mamma di gemelli che:


1. Sappia come funziona il meccanismo di domanda e offerta in modo che si fidi della capacità di adattarsi del suo seno e conosca le strategie per allattare con successo.
2. Partorisca in un ospedale che le permetta di stare quanto più tempo possibile coi suoi bambini con un aiuto pratico in stanza con lei.
3. Se non è possibile avere i bambini con sé perché ricoverati in TIN, abbia un tiralatte ospedaliero possibilmente a doppio attacco, per iniziare subito a stimolare il seno.

Martina Carabetta, IBCLC (Consulente Professionale in Allattamento Materno)
Latte & Coccole – Ambulatorio per l'allattamento e Sostegno alla genitorialità – Roma www.latteecoccole.it

martedì 20 novembre 2012

Il post parto in ospedale

Il post parto in ospedale. Cosa vi aspetta?

Dopo che è andato tutto bene e i bambini sono nati, vi è il post parto in ospedale, cioè i tre giorni di permanenza nella struttura ospedaliera dopo aver partorito.
 Salvo complicazioni che ci obbligano ad essere tenute qualche giorno in più, per esempio l'ittero nei bambini, oppure il peso dei bimbi non è ancora rientrato nella media, dopo il calo che hanno avuto dopo la nascita.
Le domande  che sicuramente vi porrete soprattuto nel caso di parto gemellare e se non avete ancora avuto un bambino, saranno queste.

- Dopo che ho partorito i bambini li portano assieme o uno alla volta in camera?


Nel mio caso, ma credo che funzioni ancora così, i bambini anche se sono due vengono portati assieme, ognuno nella suo lettino . La mattina dopo che sono stati sottoposti alla visita del pediatra, vengono portati dalla mamma, anche per poterli allattare. Io a volte le attaccavo tutte e due ai seni una a destra, l'altra a sinistra tanto sono talmente piccole che riusciamo a fargli posto . A volte invece prendevo prima una e poi l'altra. Dipende dall'esigenza personale e dei bambini. Prima di allattarli vengono pesati e dopo la poppata uno alla volta li ripesiamo per vedere quanto latte hanno mangiato.
Da dopo semmai gli viene fatta una giunta con il biberon, mi ricordo che i primi giorni gli davo 30 cl di giunta in media.

-Chi fa il cambio del pannolino i giorni che si rimane in ospedale? Infermiera o mamma?

Il cambio del pannolino viene fatto dalla mamma e parenti che sono vicino a lei, l'infermiera inizialmente ti farà vedere come si mette un pannolino e come pulire i bambini.
Quando sono nate Giada ed Elena i pannolini li dava l'ospedale durante la permanenza dei tre giorni.
Ho ricevuto anche una valigetta regalo con campioncini di crema e salviette che all'arrivo a casa compereremo.

- Durante l'allattamento c'è chi ti aiuta in questa mansione?

In ospedale vieni aiutata dalle infermiere del nido, che ti indicano come fare in caso di difficoltà. All'arrivo a casa non è stato il mio caso, ma ho sentito dire che può esserci un aiuto dalla usl, per cui è bene informarsi.

- Li lasciano solo il giorno o anche la notte?

Quando ho partorito , li lasciavano tutto il giorno, ma la sera ad una certa ora potevi accompagnarli al nido, così si aveva l'occasione di riposare. In questi ultimi anni , se non sbaglio li lasciano in camera giorno e notte, per cui qualcosa è cambiato.

- Se le nostre condizioni fisiche non sono ottimali posso essere assistita la notte, da un parente?

Qui non so se è cambiato qualcosa o se questo può cambiare da ospedale a ospedale. Quando ho partorito, non stavo per niente bene visto che stavo facendo due trasfusioni di sangue, ma non hanno lasciato nessuno dicendo che, in caso di neccessità c'erano le infermiere.

Questo è in genere la prassi del post parto in ospedale, anche se le cose possono essere cambiate perchè sono passati 4 anni.
Vi siete fatte o vi state ponendo queste domande?



 

sabato 17 novembre 2012

Intervista a Martina Carabetta Consulente in Allattamento Materno


Allattare i gemelli si può? Intervista a Martina Carabetta, IBCLC a Roma presso Latte & Coccole.

 

Allattare oggi è per molte mamme una corsa agli ostacoli. E se i bambini da allattare son due? Secondo molte persone è un’impresa persa in partenza, neanche da provarci! Chiediamo a Martina Carabetta, IBCLC (Consulente Professionale in Allattamento Materno) di spiegarci cosa fa e se è davvero così:

-        Martina, come mai ti occupi di allattamento?

Sono entrata in questo mondo prima come mamma nei pasticci, quasi 20 anni fa. Il mio allattamento era partito in modo disastroso, e grazie a quella che oggi è una collega, riuscii a superare e risolvere le difficoltà e allattare felicemente per più di due anni. Da quella esperienza iniziò una passione che prima mi ha portata a fare volontariato per diversi anni, e poi ad acquisire la certificazione IBCLC 10 anni fa. L’IBCLC (cioè Consulente Professionale in Allattamento Materno) è una figura professionale esperta in allattamento materno, che ha sostenuto e superato l’esame IBLCE – International Board of Lactation Consultant Examiners. In Italia siamo pochi e quindi poco conosciuti. Inoltre, ho fondato Latte & Coccole, a Roma, dove mi occupo di sostegno alle future e neomamme.

-        È possibile allattare due (o più) gemelli o è meglio non sperarci troppo?

Oggi allattare sembra diventato molto difficile per qualunque donna, anche se ha partorito un solo bambino. C’è da chiedersi come mai, visto che siamo Mammiferi e siamo fisiologicamente uguali alle nostre antenate (che allattavano tutte) J. In realtà, la stragrande maggioranza delle difficoltà delle mamme (con uno o più bimbi – non fa differenza) è evitabile e risolvibile!

E poi se allattare ha tanti vantaggi, allattare i gemelli moltiplica i vantaggi per due!

D’altronde, se la Natura ci ha dato due seni, e la possibilità di concepire e partorire più di un neonato per volta, ci avrà pur dato la capacità di farli sopravvivere e prosperare anche fuori dell’utero, no? Non avrebbe senso farci fare tanta fatica e poi non darci la possibilità di farvi fronte. Infatti, il nostro corpo ha sempre la capacità di adattarsi anche oltre il lavoro “abituale”… altrimenti non sarebbe possibile per un essere umano che ha sempre due gambe e un cuore come te e me, fare i 100 metri in 9 secondi e mezzo J… Io 100 metrili faccio in 2 minuti e mezzo, semmai! Quello che voglio dire, è che le donne generalmente hanno fisiologicamente tutte le carte in regola per portare avanti la gravidanza gemellare, e quindi anche l’allattamento dei gemelli.  Come facevano una volta le balie, altrimenti? Erano donne normali, che magari mangiavano un po’ meglio rispetto ad altre (ma mai bene come noi fortunate oggi in Occidente!), e che allattavano non solo i propri figli, ma a volte anche altri 4, 5 o 6 bambini.

Quindi, per concludere, abbiate fiducia nelle capacità del vostro corpo. Il seno è una ghiandola come tante altre del nostro corpo. Dobbiamo solo fargli capire bene cosa vogliamo, se deve produrre per uno o per due o per tre.

Prossimamente magari parliamo più in dettaglio di cosa fare per partire col piede giusto.

 

lunedì 5 novembre 2012

Come si usa il tiralatte




Oggi parliamo assieme del tiralatte e se nel caso siete diventate mamme, potreste avere l'esigenza di doverlo usare. Se lo avete già usato sicuramente non trovate nessun genere di problema. Ma se siete alle prime armi, sicuramente vi chiedete come fare. C'è il libretto delle istruzioni, certo. Facile no? però oggi scopriamo assieme come si usa il tiralatte, e quanto si mantiene il latte in frigorifero.
Come  si usa il tiralatte?
Sicuramente il tiralatte è un accessorio che molte mamme hanno bisogno di usare.


Nella mia esperienza non mi è servito, le bimbe le ho attaccate solo inizialmente per poco tempo perchè mi sono accorta che il mio latte non le saziava.

Per cui sono ricorsa al latte artificiale e biberon.

Ma credo che vi interessa perchè in effetti è uno strumento utile per le neomamme.
Il tiralatte è uno strumento molto utile perchè dopo aver estratto il latte dal seno si offre al bebè nel biberon.
La scelta del tiralatte viene presa per vari motivi che possono essere:


- il bebè è prematuro e non riesce ad attaccarsi al seno per nutrirsi, per cui nei primi giorni di vita la mamma si toglie il latte con il tiralatte e con il biberon viene offerto al bambino.

- devi tornare al lavoro se lo allatti ancora al seno il tiralatte ti permette di toglierti il latte da offrirgli in tua assenza.

- a volte possono insorgere disturbi che ti rendono difficile allattare esempio un ingorgo mammario , cioè l'ostruzione dei canali in cui fluisce il latte dalla ghiandola mammaria al seno.

- La mastite un'infiammazione della ghiandola mammaria data dalla proliferazione di batteri penetrati attraverso le ragadi.

- oppure le ragadi sul seno, piccoli taglietti che si formano sul capezzolo.


Ma ora veniamo al "sodo" e a come si usa il tiralatte.

Il tiralatte elettrico bisogna appoggiarlo al seno garantendo una chiusura ermetica spingendo e tirando lo stantuffo del quale è fornito il tiralatte il latte  fuoriesce dalla mammella.
Poi naturalmente dipende dal modella che avete.

Manualmente invece massaggiate il seno dalla parte alta scendendo verso l'areola, appoggiate i pollici entrambi sull'areola, le altre dita mettetele sotto  e incominciate a schiacciare premendo verso la cassa toracica.

Il latte che avete "tirato" potete conservarlo in frigorifero in recipienti sterilizzati da 60-120 grammi, senza però riempirli fio all'orlo. Il latte in frigorifero si mantiene per 24 ore.

Voi avete usato o usate il tiralatte?